Ha vinto il NO con il 53,74%. La riforma è stata bocciata
Ha vinto il NO. Dati definitivi Eligendo/Ministero dell'Interno (23 marzo 2026)
Passa sopra ogni regione per vedere risultato e affluenza
Tutti i dati sociodemografici. Fonte: Ipsos Doxa (~6.000 interviste, ±4%)
Chi ha votato cosa rispetto alle Politiche 2022 e alle Europee 2024. Dati Istituto Cattaneo / CISE-Luiss
🧠 La lettura del CISE: il voto è stato determinato dalla polarizzazione politica, non dal merito della riforma. Il 31% dei votanti NO ha dichiarato di voler "punire il governo", mentre 1 su 5 tra i votanti SÌ ha dichiarato di voler "sostenere il governo". (Fonte: CISE/Luiss)
Le metropoli hanno votato NO quasi ovunque, anche nelle regioni SÌ. Dati Eligendo
📌 Dati definitivi: Eligendo/Ministero dell'Interno (61.533/61.533 sezioni). Dati sociodemografici: Ipsos Doxa per Corriere della Sera (~6.000 interviste). Flussi elettorali: Istituto Cattaneo / CISE-Luiss. Exit poll: Opinio-Rai, YouTrend/Sky TG24, Tecnè/Mediaset.
Il 22-23 marzo 2026 gli italiani si sono espressi sulla riforma costituzionale della giustizia. Ha vinto il NO.
Modifica della Costituzione per separare le carriere di giudici e pubblici ministeri, approvata dal Parlamento nel 2025.
SÌ = la riforma veniva confermata. NO = la riforma veniva respinta. Ha vinto il NO (53,74%).
Il referendum era valido qualunque fosse l'affluenza (58,93%). Ha vinto il NO.
La riforma avrebbe modificato 4 articoli della Costituzione (104, 105, 106, 107). È stata respinta dal voto del 22-23 marzo 2026.
I magistrati scelgono all'inizio: giudice OPPURE pubblico ministero. Nessun passaggio tra i ruoli.
Consiglio Superiore della Magistratura Giudicante e Requirente, indipendenti l'uno dall'altro.
I membri togati vengono estratti a sorte tra i magistrati, non più eletti dalle correnti.
Organo esterno ai CSM che giudica i magistrati per illeciti disciplinari.
Separazione rigida tra chi giudica (giudici) e chi accusa (PM), due CSM al posto di uno, sorteggio invece di elezioni, organo disciplinare esterno.
Dall'idea alla scheda elettorale: tutte le tappe
Il Consiglio dei Ministri approva il disegno di legge costituzionale proposto dal Ministro Nordio sulla separazione delle carriere.
La Camera approva il testo senza modifiche. Il DDL passa al Senato per la seconda lettura.
Il Senato approva con 106 voti favorevoli. Il testo resta identico all'originale governativo.
La Camera approva con 243 voti favorevoli su 400. Non si raggiunge la maggioranza dei 2/3: il referendum diventa necessario.
Il Senato approva in via definitiva con 112 voti favorevoli. La legge costituzionale viene pubblicata in Gazzetta Ufficiale.
L'Ufficio Centrale per il referendum formula il quesito che apparirà sulla scheda elettorale.
Con Decreto del 13 gennaio, il referendum viene fissato per il 22-23 marzo 2026.
I cittadini hanno votato SÌ per confermare la riforma o NO per respingerla. Ha vinto il NO con il 53,74%.
Argomenti che avevano guidato le campagne per il SÌ e per il NO
Come si erano schierati i principali partiti politici al referendum










Le posizioni riportate si basano sulle dichiarazioni ufficiali dei leader di partito aggiornate a febbraio 2026. Voto Consapevole non è affiliato a nessun partito.
Le semplificazioni più comuni nel dibattito referendario, smontate con i fatti
Risorse autorevoli per studiare la riforma nel dettaglio
Testo integrale della riforma pubblicato in Gazzetta Ufficiale con modifiche agli articoli 104, 105, 106 e 107 della Costituzione.
Leggi su Gazzetta UfficialeRivista giuridica con articoli di costituzionalisti e magistrati che analizzano gli effetti della riforma.
Visita il sitoDisegno di legge, emendamenti, resoconti stenografici delle discussioni parlamentari e audizioni in commissione.
Camera dei DeputatiCome funzionano magistratura e pubblico ministero in Francia, Germania, Spagna e altri paesi europei.
Commissione UE - GiustiziaPosizioni ufficiali, documenti e comunicati dell'ANM sulla riforma della giustizia.
Vai al sito ANMInformazioni ufficiali sul referendum, modalità di voto e risultati in tempo reale durante lo scrutinio.
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