La guida completa alla Legge 165/2017: come funziona il sistema elettorale italiano, come si vota, le soglie di sbarramento e tutto ciò che devi sapere prima delle elezioni.
La Legge 3 novembre 2017, n. 165, nota come Rosatellum dal nome del suo relatore principale Ettore Rosato, è il sistema elettorale in vigore in Italia per l'elezione di Camera dei Deputati e Senato della Repubblica. Fu approvata in una fase di transizione istituzionale particolarmente delicata.
La sua genesi fu resa necessaria dalle sentenze della Corte Costituzionale che avevano dichiarato incostituzionali parti significative delle leggi precedenti: il Porcellum (Legge 270/2005) e l'Italicum (Legge 52/2015). In particolare, la Consulta esigeva che il sistema elettorale non ostacolasse la formazione di maggioranze parlamentari coerenti tra i due rami del Parlamento.
Il Rosatellum ha trovato la sua prima applicazione nelle elezioni politiche del 4 marzo 2018 e successivamente in quelle del 25 settembre 2022, le prime dopo la riduzione del numero di parlamentari approvata con referendum nel settembre 2020.
📌 Il nome "Rosatellum" è un neologismo politico costruito sul nome del relatore Ettore Rosato (allora deputato del Partito Democratico, poi passato a Italia Viva), con il suffisso latino -ellum usato per convenzione nella nomenclatura informale delle leggi elettorali italiane (Mattarellum, Porcellum, Italicum).
Dopo la riforma costituzionale del 2020 (approvata con referendum il 20-21 settembre 2020), il numero di parlamentari italiani è stato ridotto di un terzo rispetto al passato. Questo ha comportato anche il ridisegno dei collegi uninominali.
La ripartizione complessiva dei 600 seggi parlamentari segue questa proporzione:
⚠️ Prima del 2022: Il Parlamento era composto da 630 deputati e 315 senatori (945 totali). La riduzione ha portato da 232 collegi uninominali Camera a 147, e da 116 a 74 al Senato. I confini di tutti i collegi sono stati ridisegnati con il D.Lgs. 177/2020.
Il 37% dei seggi parlamentari (147 alla Camera + 74 al Senato = 221 collegi totali) viene assegnato tramite collegi uninominali con sistema first-past-the-post, detto anche "maggioritario secco" o "plurality".
Un collegio uninominale è una circoscrizione geografica in cui si candida un solo candidato per ogni partito o coalizione. Vince chi ottiene il maggior numero di voti validi, anche senza raggiungere la maggioranza assoluta (50%+1). Basta anche un solo voto in più degli avversari.
Ogni partito o coalizione indica un candidato per quel collegio. Spesso sono personalità di spicco del territorio o capilista di partito.
Si può votare direttamente per il candidato uninominale, oppure per la lista proporzionale collegata (il voto si estende automaticamente al candidato uninominale).
Non è necessaria la maggioranza assoluta. Il candidato con il maggior numero di voti assoluti nel collegio viene eletto parlamentare per quel territorio.
Vantaggio principale: il sistema uninominale crea un legame diretto tra il parlamentare e il suo territorio. Chi vince un collegio sa che quella circoscrizione geografica lo ha scelto direttamente, non semplicemente che il partito lo ha messo in cima a una lista.
È importante notare che i collegi del 2022 hanno confini diversi rispetto a quelli del 2018. Con la riduzione dei parlamentari, tutti i 221 collegi sono stati ridisegnati dal D.Lgs. 177/2020. Un confronto diretto dei risultati per singolo collegio tra le due elezioni è quindi solo indicativo.
Il 61% dei seggi (245 alla Camera + 122 al Senato) viene ripartito proporzionalmente tra le liste che superano le soglie di sbarramento. Questo è il meccanismo attraverso cui vengono eletti la maggior parte dei parlamentari.
Il tratto più caratteristico, e più discusso, del proporzionale Rosatellum sono le liste bloccate. Nei collegi plurinominali ogni partito presenta una "lista corta" che contiene da 2 a 4 candidati in ordine predefinito. L'elettore non può esprimere preferenze: i candidati entrano in Parlamento nell'ordine stabilito dal partito.
| Aspetto | Collegi Uninominali | Collegi Plurinominali |
|---|---|---|
| Quota seggi | 37% (221 seggi) | 61% (367 seggi) |
| Candidati per lista | 1 per partito/coalizione | Lista da 2 a 4 nomi |
| Preferenze | Sì (si vota il candidato direttamente) | No (lista bloccata, ordine decide il partito) |
| Come si vince | Chi prende più voti nel collegio | Proporzionale ai voti del partito |
| Legame con territorio | Forte (collegio specifico) | Più debole (circoscrizione ampia) |
Il 2% dei seggi (8 deputati + 4 senatori) è riservato agli italiani residenti all'estero e iscritti all'AIRE. Questi parlamentari vengono eletti attraverso un sistema proporzionale con voto di preferenza, l'unico caso nel Rosatellum in cui è possibile indicare il candidato preferito. Si vota per posta tramite i consolati.
Gli italiani all'estero sono suddivisi in 4 ripartizioni geografiche: Europa, America meridionale, America settentrionale e centrale, Africa, Asia, Oceania e Antartide.
Il Rosatellum prevede barriere d'accesso alla ripartizione proporzionale dei seggi, per limitare l'eccessiva frammentazione parlamentare. Le soglie si calcolano a livello nazionale.
Esiste un meccanismo tecnico fondamentale che riguarda le liste che ottengono tra l'1% e il 3% dei voti nazionali:
| Risultato di una lista in coalizione | Cosa succede ai suoi voti |
|---|---|
| Sopra il 3% | La lista partecipa al riparto proporzionale e ottiene seggi propri |
| Tra 1% e 3% | La lista non ottiene seggi propri, ma i suoi voti vengono redistribuiti proporzionalmente tra le liste della stessa coalizione che hanno superato il 3% |
| Sotto l'1% | I voti sono considerati "dispersi": non vanno né alla lista né alla coalizione. Sono voti persi. |
⚠️ Il "voto utile" nell'era dei social: Questo meccanismo dell'1% è al centro delle discussioni sul cosiddetto "voto utile". Votare una lista sotto il 3% che è in coalizione non è del tutto "sprecato" se la lista supera l'1%: i tuoi voti vengono ridistribuiti ai partiti alleati. Ma se la lista non supera l'1%, il voto è effettivamente disperso.
Arrivati in cabina, si ricevono due schede separate: una per la Camera (colore rosso/rosa) e una per il Senato (colore giallo). Ogni scheda vale per entrambe le componenti del sistema: uninominale e proporzionale.
Si traccia una X sul simbolo del partito nella parte proporzionale della scheda. Il voto si estende automaticamente al candidato uninominale collegato a quella lista (o alla coalizione, in caso di più liste collegate). Questo è il modo più comune di votare.
Si traccia una X sul nome del candidato uninominale nella parte maggioritaria della scheda. Il voto si ripartisce automaticamente tra le liste collegate a quel candidato, in proporzione ai voti ottenuti da ciascuna lista nel medesimo collegio. È un voto che "pesa meno" sul proporzionale perché si disperde tra più liste.
Si traccia una X sia sul candidato uninominale sia su una lista proporzionale, purché la lista sia collegata a quel candidato. Questo è un voto valido e pienamente efficace su entrambi i fronti.
Ogni scheda presenta un tagliando antifrode con codice alfanumerico. Prima di inserire la scheda nell'urna, il presidente di seggio verifica che il codice corrisponda e stacca il lembo. Questo meccanismo previene la circolazione di schede pre-compilate (la cosiddetta "frode della matita").
Il voto disgiunto consiste nel votare un candidato uninominale e, contemporaneamente, una lista proporzionale che non è collegata a quel candidato. Nel Rosatellum questo è assolutamente vietato.
🚫 Scheda nulla: Se si tracciano due segni su un candidato uninominale e su una lista a lui non collegata, la scheda viene annullata. Non conta per nessuno. È uno degli errori più comuni nelle prime esperienze di voto con questo sistema.
Il divieto mira a preservare la coerenza politica tra le due componenti del sistema misto. In sistemi come quello tedesco (sistema proporzionale personalizzato, detto MMP) il voto disgiunto è invece permesso e utilizzato strategicamente dagli elettori.
| Combinazione di voto | Validità |
|---|---|
| X sulla lista proporzionale (senza segnare il candidato) | ✓ Valido |
| X sul candidato uninominale (senza segnare la lista) | ✓ Valido |
| X sul candidato uninominale + X sulla lista collegata | ✓ Valido |
| X sul candidato uninominale + X su lista NON collegata | ✗ Scheda nulla |
| Scheda senza alcun segno | Scheda bianca (non nulla) |
I partiti possono formare coalizioni depositando un programma comune e indicando il loro capo della forza politica. Il collegamento in coalizione produce importanti effetti sul conteggio dei voti.
Nel Rosatellum coalizzarsi conviene per due ragioni principali:
1. Nei collegi uninominali, i partiti alleati presentano un solo candidato comune: questo aumenta le probabilità di vincere il collegio rispetto al correre separatamente contro un candidato unico avversario.
2. Nel proporzionale, le coalizioni che superano il 10% permettono ai partiti alleati con voti tra 1% e 3% di non disperdere completamente i propri voti: questi vengono redistribuiti agli alleati che hanno superato il 3%.
📌 La "cifra elettorale di coalizione": Nella ripartizione proporzionale, i seggi vengono prima assegnati alle coalizioni (e liste singole) in base al totale dei voti ottenuti. Successivamente, all'interno di ogni coalizione, i seggi vengono suddivisi tra le singole liste in proporzione ai loro voti individuali.
Sì. Un candidato può presentarsi contemporaneamente in un collegio uninominale e in al massimo 5 collegi plurinominali. Se vince il collegio uninominale, viene eletto con quel mandato. Se perde l'uninominale ma rientra tramite il proporzionale, viene eletto tramite lista. Questo permette ai partiti di "proteggere" i loro candidati più importanti.
Il Rosatellum contiene norme specifiche per garantire la rappresentanza di genere. Queste regole si applicano sia ai collegi uninominali che a quelli proporzionali.
A livello nazionale, nessuno dei due generi può superare il 60% dei candidati nei collegi uninominali presentati da ciascun partito o coalizione. La stessa proporzione si applica ai capolista nei collegi plurinominali.
Nelle liste proporzionali è obbligatoria l'alternanza di genere: i candidati devono alternarsi tra uomo e donna (o viceversa) all'interno di ogni lista. Non possono esserci due candidati dello stesso genere consecutivi.
✅ Aggiornamento 2025-2026: Le recenti modifiche alle procedure elettorali hanno eliminato la distinzione maschi/femmine nei registri sezionali di seggio, passando al semplice ordine alfabetico. Questa semplificazione burocratica non intacca però le quote di genere per la presentazione dei candidati, che restano pienamente in vigore.
Ogni sistema elettorale rappresenta un compromesso tra principi diversi: la rappresentatività, la governabilità, il radicamento territoriale. Il Rosatellum non fa eccezione e ha sostenitori e critici nei diversi schieramenti politici.
L'analisi politica di Roberto D'Alimonte ha evidenziato che nelle elezioni del 2018 il sistema ha prodotto distorsioni significative: il centro-destra ha beneficiato di una forte sovra-rappresentazione nei collegi del Nord (dove era dominante), mentre il M5S ha ottenuto una analoga sovra-rappresentazione nei collegi del Sud. Queste due distorsioni si sono bilanciate casualmente, ma il meccanismo evidenzia come il risultato finale in termini di seggi possa differire notevolmente dalla distribuzione dei voti nazionali.
Il sistema elettorale italiano sta vivendo una progressiva modernizzazione digitale, anche indipendentemente dalla legge elettorale in senso stretto.
L'ANPR (Anagrafe Nazionale della Popolazione Residente) ha radicalmente cambiato la gestione delle liste elettorali. In passato, i comuni aggiornamenti erano processi manuali e lenti. Oggi l'iscrizione nelle liste avviene in modo automatico al compimento dei 18 anni, eliminando le discrasie tra uffici comunali e Ministero dell'Interno.
Il biennio 2025-2026 ha visto alcune proroghe dei termini di delega legislativa per la digitalizzazione del processo elettorale (fino a novembre 2026). Le proroghe sono state necessarie per evitare di intervenire sui sistemi informatici durante le finestre delle consultazioni amministrative di maggio, garantendo la sicurezza e la continuità dei sistemi stessi.
📌 "Elezioni Trasparenti": Il portale ufficiale del Ministero dell'Interno dedicato alla trasparenza elettorale pubblica, prima di ogni elezione, i programmi ufficiali di tutti i partiti, gli statuti e l'elenco completo dei candidati per circoscrizione. È la fonte primaria per verificare le informazioni sui candidati nel proprio collegio.
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