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Elezioni Comunali 2026

Come funzionano le elezioni del sindaco in Italia, chi può votare, il meccanismo del ballottaggio, e i risultati definitivi del turno 2026. Le grandi città (Roma, Milano, Napoli, Torino, Bologna) voteranno invece nella primavera 2027.

✅ Turno 2026 concluso: 18 capoluoghi al voto 🏛️ Roma · Milano · Napoli · Torino · Bologna: al voto nel 2027 📖 Lettura: ~7 min ✅ Aggiornato luglio 2026
Vedi anche: FAQ Elezioni e Voto

In Sintesi

1. Come Funziona il Sistema Elettorale Comunale

Le elezioni comunali in Italia permettono ai cittadini di scegliere direttamente sia il sindaco che il consiglio comunale. Si tratta del livello di governo più vicino alla vita quotidiana: il comune gestisce servizi come la raccolta rifiuti, le scuole dell'infanzia, i trasporti locali, l'urbanistica e il welfare di prossimità.

Il sistema elettorale varia in base alla dimensione del comune. La linea di demarcazione fondamentale è la soglia dei 15.000 abitanti, che cambia quasi tutto: dalle regole della scheda al meccanismo di elezione del sindaco.

📌 Legge di riferimento: Le elezioni comunali sono regolate principalmente dal Testo Unico degli Enti Locali (D.Lgs. 267/2000) e dalla Legge 81/1993 che ha introdotto l'elezione diretta del sindaco.

2. Chi Può Votare alle Elezioni Comunali

Possono votare alle elezioni comunali:

🇮🇹

Cittadini italiani maggiorenni

Tutti i cittadini italiani che abbiano compiuto 18 anni e siano iscritti nelle liste elettorali del comune di residenza. L'iscrizione è automatica al compimento della maggiore età.

🇪🇺

Cittadini dell'Unione Europea residenti

Dal 1994 (in attuazione della Direttiva europea 94/80/CE), i cittadini di altri paesi UE residenti nel comune possono votare per il consiglio comunale, previa iscrizione nell'apposito elenco aggiuntivo. Per candidarsi devono presentare domanda al comune entro i termini previsti.

🚫

Chi non può votare

I cittadini extracomunitari (non UE) non hanno diritto di voto nelle elezioni comunali. Stesso vale per chi ha subìto particolari condanne penali che comportano la perdita dei diritti politici.

⚠️ Attenzione al comune di residenza: Si vota solo nel comune dove si è iscritti alle liste elettorali, che corrisponde al comune di residenza anagrafica. Chi vive abitualmente in un comune diverso da quello di residenza non può votare nel comune dove abita, a meno che non abbia trasferito la residenza in tempo.

3. La Scheda e Come si Esprimono le Preferenze

A differenza delle elezioni politiche (dove si ricevono due schede), alle comunali si riceve una sola scheda che comprende sia il voto al sindaco che il voto alla lista/consiglio.

Modalità di voto valide

Cosa si può fare Effetto Valido?
X solo sul nome del candidato sindaco Il voto va al sindaco ma non a nessuna lista specifica; viene ripartito tra le liste collegate ✓ Sì
X solo sul simbolo di una lista Il voto va alla lista e automaticamente anche al candidato sindaco collegato ✓ Sì
X sul sindaco + X su una lista collegata Voto pieno e coerente: sindaco e lista ✓ Sì
X sul sindaco + X su lista non collegata Voto disgiunto (consentito solo nei comuni sopra 15.000 ab.) ⚠️ Solo >15.000 ab.
Scheda senza segni Scheda bianca (non nulla, ma non conta per nessuno) Bianca

Le preferenze per il consiglio comunale

Dopo aver espresso il voto per il sindaco e/o la lista, l'elettore può indicare i candidati al consiglio comunale che preferisce eleggere. A differenza delle elezioni politiche (dove le liste sono bloccate), qui le preferenze contano davvero e determinano quali candidati entrano in consiglio.

🏘️ Comuni fino a 15.000 abitanti

Si può esprimere 1 sola preferenza. Non è possibile il voto disgiunto: si vota solo un sindaco e la sua lista collegata (o solo il sindaco, o solo la lista).

🏙️ Comuni oltre 15.000 abitanti

Si possono esprimere fino a 2 preferenze. Se si usano 2 preferenze, devono essere di genere diverso (un uomo e una donna), pena l'annullamento della seconda preferenza. Il voto disgiunto tra sindaco e lista è qui consentito.

✅ Perché le preferenze contano: Nelle comunali l'ordine dei candidati in lista non è predefinito come nelle politiche. I candidati più votati dagli elettori entrano in consiglio. Questo significa che la tua preferenza può davvero fare la differenza su chi siede in consiglio.

4. Il Ballottaggio: Cos'è e Come Funziona

Il ballottaggio è uno dei meccanismi più caratteristici delle elezioni comunali nei grandi comuni italiani. Scatta quando al primo turno nessun candidato sindaco supera la maggioranza assoluta dei voti validi (50%+1).

🔄 Il meccanismo del ballottaggio

1° Turno
Tutti i candidati competono
Esito possibile A
Un candidato supera il 50% → Eletto al 1° turno
1° Turno
Nessuno supera il 50%
Ballottaggio (+14 giorni)
Solo i 2 candidati più votati si sfidano
Risultato
Vince chi prende un voto in più

Nel ballottaggio non c'è un quorum di partecipazione: vince il candidato con più voti, anche se alla competizione partecipa una sola persona (non accade nella pratica, ma tecnicamente è così).

Il ballottaggio vale solo sopra i 15.000 abitanti

Nei comuni con popolazione fino a 15.000 abitanti non esiste il ballottaggio. Il sindaco viene eletto al primo turno con semplice maggioranza relativa, indipendentemente dalla percentuale ottenuta. Questo incentiva nei comuni piccoli la presentazione di poche liste e favorisce le alleanze pre-elettorali.

📌 Strategia elettorale e ballottaggio: Il meccanismo del ballottaggio ha un impatto diretto sulle strategie politiche. I candidati che puntano a vincere al secondo turno devono costruire alleanze (anche post-primo turno) con i candidati eliminati. Nei grandi comuni, i negoziati tra il primo e il secondo turno sono spesso decisivi quanto la campagna elettorale stessa.

5. Comuni Piccoli e Grandi: Le Differenze

🏘️ Comuni fino a 15.000 ab. Semplificato
  • Il sindaco viene eletto al primo turno con maggioranza relativa
  • Nessun ballottaggio
  • 1 sola preferenza esprimibile per il consiglio
  • Voto disgiunto vietato: sindaco e lista devono essere coerenti
  • La lista collegata al sindaco eletto ottiene il premio di maggioranza per avere almeno 2/3 dei seggi
  • I comuni sotto i 3.000 abitanti hanno regole ancora più semplificate (lista unica possibile)
🏙️ Comuni oltre 15.000 ab. Complesso
  • Possibile il ballottaggio se nessuno supera il 50%
  • Fino a 2 preferenze (genere diverso obbligatorio se 2)
  • Voto disgiunto consentito tra sindaco e lista
  • La lista collegata al sindaco eletto ottiene un premio di maggioranza (almeno 60% dei seggi)
  • Possibile presentare più liste collegate allo stesso candidato sindaco (coalizione)
  • Soglia minima del 3% per partecipare alla ripartizione dei seggi

Il premio di maggioranza

A differenza delle elezioni politiche nazionali, le elezioni comunali prevedono un premio di maggioranza: la lista (o le liste) collegate al sindaco eletto ottengono automaticamente un numero di seggi sufficiente per avere almeno il 60% del consiglio comunale. Questo garantisce che il sindaco abbia sempre una maggioranza consiliare per governare.

6. Liste Civiche, Partiti e Candidatura a Sindaco

Uno degli aspetti più caratteristici delle elezioni comunali rispetto alle politiche è il ruolo delle liste civiche: liste di candidati che non fanno riferimento esplicito a un partito nazionale ma a un progetto locale, spesso sostenute da volontari e attivisti del territorio.

Chiunque può candidarsi a sindaco?

In teoria sì: qualsiasi cittadino italiano maggiorenne che non sia stato condannato per specifici reati (corruzione, mafia, peculato) e non abbia subìto la sospensione dai pubblici uffici può candidarsi a sindaco. In pratica, per presentare la candidatura servono:

1

Raccolta firme

Un numero minimo di firme di cittadini del comune (varia da 100 a diverse centinaia in base alla popolazione). I partiti con rappresentanza parlamentare sono spesso esentati da questo requisito.

2

Presentazione di una o più liste collegate

Il candidato sindaco deve essere collegato ad almeno una lista di candidati per il consiglio comunale (che deve a sua volta raccogliere firme e rispettare le quote di genere).

3

Deposito entro i termini

Tutta la documentazione va depositata presso il comune entro i termini prefissati (di solito 35 giorni prima del voto). Il mancato rispetto dei termini comporta l'esclusione.

🌱 Il peso delle civiche: In molti comuni italiani, specialmente quelli medi e piccoli, le liste civiche superano i partiti tradizionali. Sindaci civici come Cateno De Luca (Messina, poi Taormina) o Beppe Sala (Milano, al secondo mandato con liste civiche) dimostrano che la forza del progetto locale può contare più dell'appartenenza partitica.

7. Chi ha Vinto: i Risultati del 2026 e le Grandi Città nel 2027

Le elezioni comunali 2026 si sono svolte il 24-25 maggio (primo turno) e il 7-8 giugno (ballottaggi), coinvolgendo circa 900 Comuni, tra cui 18 capoluoghi di provincia. È importante chiarire un punto spesso frainteso: nessuna delle grandi città italiane (Roma, Milano, Napoli, Torino, Bologna) era al voto in questo turno. Il loro mandato, iniziato nell'autunno 2021, scade infatti nel 2026 ma la finestra elettorale utile si sposta alla primavera 2027. Il turno 2026 ha riguardato invece capoluoghi come Venezia, Reggio Calabria, Salerno, Prato, Pistoia e Messina.

📊 Il bilancio complessivo: Sui 18 capoluoghi di provincia al voto, il centrosinistra governa ora in 10 città (da 8 uscenti), il centrodestra in 6 (da 5), le liste civiche in 2 (da 5). Affluenza definitiva al primo turno: 60,06% (in calo rispetto al 64,91% della tornata precedente); ai ballottaggi: 52% circa. Fonte: elaborazioni Youtrend su dati Eligendo/Ministero dell'Interno.

I risultati nei 18 capoluoghi di provincia

CittàSindaco elettoCoalizioneRisultato
VeneziaSimone VenturiniCentrodestra (conferma)51,0% al 1° turno
Reggio CalabriaFrancesco CannizzaroCentrodestra (conquista)65,7% al 1° turno
SalernoVincenzo De LucaLista civica (ex CSX)57,9% al 1° turno
MessinaFederico BasileSud Chiama Nord/civico (conferma)58,4% al 1° turno
PratoMatteo BiffoniCentrosinistra (conferma)54,7% al 1° turno
PistoiaGiovanni CapecchiCentrosinistra (conquista)54,4% al 1° turno
MantovaAndrea MurariCentrosinistra (conferma)69,9% al 1° turno
AndriaGiovanna BrunoCentrosinistra (conferma)77,1% al 1° turno
AvellinoNello PizzaCentrosinistra (conquista)54,5% al 1° turno
EnnaVladimiro CrisafulliCentrosinistra (conquista)63,5% al 1° turno
FermoAlberto Maria ScarfiniCivico di centrodestra53,0% al 1° turno
CrotoneCentrodestra (conquista)1° turno
ArezzoMarcello ComanducciCentrodestra (conferma)55,8% al ballottaggio
MacerataSandro ParcaroliCentrodestra (conferma)54,3% al ballottaggio
LeccoFilippo BoscagliCentrodestra (conquista)52,0% al ballottaggio
AgrigentoMichele SodanoCentrosinistra/Controcorrente (conquista)71,5% al ballottaggio
ChietiGiovanni LegniniCentrosinistra (conferma)52,3% al ballottaggio
TraniMarco GalianoCentrosinistra (conferma)51,1% al ballottaggio

Dati definitivi Eligendo/Ministero dell'Interno ed elaborazioni Youtrend. "Conquista" indica un cambio di colore politico rispetto all'amministrazione uscente, "conferma" la continuità.

Le grandi città: appuntamento nella primavera 2027

Roma, Milano, Napoli, Torino, Bologna, oltre a Trieste e L'Aquila, rinnoveranno sindaco e consiglio comunale nella primavera 2027, con una data ancora da fissare: si valuta un election day in concomitanza con le elezioni politiche. Ecco il quadro, ancora fluido, emerso dalle prime indiscrezioni.

🏛️
Roma
2.750.000 abitanti · Capitale d'Italia · Voto: primavera 2027
Uscente: Roberto Gualtieri (PD), 1° mandato dal 2021
Ultimo risultato (ottobre 2021)
Gualtieri (CSX) eletto al ballottaggio con il 60,2% vs Enrico Michetti (CDX) al 39,8%.
Contesto verso il 2027
Gualtieri gode di popolarità discreta e ha avviato il percorso per l'Expo 2030, per cui Roma è candidata. Il centrodestra al momento non sembra considerare la città facilmente contendibile.
🏙️
Milano
1.352.000 abitanti · Capoluogo Lombardia · Voto: primavera 2027
Uscente: Beppe Sala (CSX), 2° mandato, non rieleggibile
Ultimo risultato (ottobre 2021)
Sala (CSX) eletto al 1° turno con il 57,0%. Luca Bernardo (CDX) al 31,8%.
Contesto verso il 2027
Sala non può ricandidarsi. È l'elezione più incerta: il centrosinistra non ha ancora indicato un successore (si fanno i nomi di Majorino, Maran o candidati civici come Mario Calabresi), mentre nel centrodestra il confronto tra le varie anime è ancora aperto.
🌋
Napoli
910.000 abitanti · Capoluogo Campania · Voto: primavera 2027
Uscente: Gaetano Manfredi (CSX), 1° mandato
Ultimo risultato (ottobre 2021)
Manfredi (PD+M5S+altri) eletto al 1° turno con il 63,0%. Catello Maresca (CDX) al 19,9%.
Contesto verso il 2027
Manfredi è dato per favorito alla riconferma, ma si è parlato di un suo possibile ruolo politico nazionale, ipotesi che costringerebbe il centrosinistra a indicare un altro nome.
🏔️
Torino
843.000 abitanti · Capoluogo Piemonte · Voto: primavera 2027
Uscente: Stefano Lo Russo (PD), 1° mandato
Ultimo risultato (ottobre 2021)
Lo Russo (CSX) eletto al 1° turno con il 59,7%. Paolo Damilano (CDX) al 38,4%.
Contesto verso il 2027
Lo Russo si ricandida ma fatica a costruire un'alleanza stabile col M5S locale, vicino a Chiara Appendino. Nel centrodestra circola il nome di Maurizio Marrone (FdI), non condiviso da tutta la coalizione.
🎓
Bologna
413.000 abitanti · Capoluogo Emilia-Romagna · Voto: primavera 2027
Uscente: Matteo Lepore (PD), 1° mandato
Ultimo risultato (ottobre 2021)
Lepore (CSX) eletto al 1° turno con il 62,2%. Fabio Battistini (CDX) al 30,0%.
Contesto verso il 2027
Bologna resta una delle roccaforti più solide del centrosinistra: la riconferma di Lepore è data per probabile, il centrodestra fatica a trovare un candidato competitivo.
Genova
556.000 abitanti · Capoluogo Liguria · Voto: 2027
Uscente: Pietro Piciocchi (CDX) · dal 2025
Ultimo mandato ordinario (giugno 2022)
Marco Bucci (CDX) rieletto con il 54,4% al 1° turno. Poi eletto Presidente della Regione Liguria nel 2024, lasciando il posto al vicesindaco Piciocchi.
Contesto verso il 2027
Genova vota nel 2027 col mandato ordinario. Piciocchi potrebbe candidarsi come sindaco di pieno diritto; il centrosinistra cerca un candidato competitivo in una città tradizionalmente contendibile.

⚠️ Nota metodologica: Le candidature per il turno 2027 sono ancora in fase di definizione. I dati riportati su incumbent e possibili candidati si basano su dichiarazioni pubbliche e notizie disponibili a giugno-luglio 2026 e potranno cambiare. Aggiorneremo questa pagina con le informazioni ufficiali man mano che saranno disponibili.

8. Quando si Vota: Date e Scadenze

Le elezioni comunali ordinarie si svolgono una sola domenica (o al massimo domenica e lunedì mattina), a differenza delle politiche che durano due giorni pieni. Gli orari tipici sono dalle 7:00 alle 23:00.

Come viene fissata la data

La data delle elezioni comunali viene fissata con decreto del Presidente della Repubblica, su proposta del Ministro dell'Interno, di norma almeno 45 giorni prima del voto. Per la tornata 2026, la finestra scelta è stata quella del 24-25 maggio (ballottaggi 7-8 giugno). Per le grandi città il prossimo appuntamento è nella primavera 2027.

ScadenzaCosa succede
45 giorni prima Pubblicazione del decreto che fissa la data del voto
35 giorni prima Termine per il deposito delle candidature (sindaco + liste)
30 giorni prima Inizio ufficiale della campagna elettorale
1 giorno prima Silenzio elettorale (nessuna comunicazione politica)
Giorno del voto 7:00 – 23:00 apertura seggi. Scrutinio notturno
14 giorni dopo (se scatta) Ballottaggio (solo comuni >15.000 ab. senza eletto al 1° turno)

🚫 Non esiste il voto fuori sede per le comunali: A differenza delle elezioni politiche (dove esiste il voto fuori comune per studenti/lavoratori a più di 200 km), per le elezioni comunali non è previsto alcun meccanismo di voto fuori sede. Per votare bisogna essere fisicamente nel comune dove si è iscritti alle liste elettorali.

📚 Fonti: D.Lgs. 267/2000 (TUEL), Legge 81/1993 (elezione diretta sindaco), dati elettorali definitivi Eligendo/Ministero dell'Interno ed elaborazioni Youtrend. I dati sulle grandi città 2027 si basano su fonti pubbliche e dichiarazioni disponibili a giugno-luglio 2026 e potranno cambiare. Voto Consapevole è uno strumento neutrale e non sostiene alcuna candidatura.

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