Risposte chiare su elezioni, legge elettorale, partiti, referendum e utilizzo del sito
Possono votare tutti i cittadini italiani maggiorenni iscritti nelle liste elettorali. Per la Camera dei Deputati l'età minima è 18 anni; per il Senato della Repubblica è 18 anni (riforma del 2021, prima era 25).
Non è necessaria alcuna registrazione aggiuntiva: se sei residente in Italia, sei già iscritto automaticamente nelle liste elettorali del tuo comune.
No. Il voto in Italia è un diritto, non un obbligo legale. La Costituzione (art. 48) lo definisce un "dovere civico", ma non prevede sanzioni per chi non va al seggio.
In passato (fino agli anni '90) i non votanti potevano ricevere una nota nel certificato di buona condotta, ma questa norma è stata abrogata. Oggi non esiste alcuna conseguenza legale o amministrativa per l'astensione.
Servono obbligatoriamente:
Se la tessera elettorale è esaurita o smarrita, puoi richiedere un duplicato all'Ufficio Elettorale del tuo comune, anche il giorno stesso delle elezioni (entro l'orario di chiusura dei seggi).
Per le elezioni politiche esiste il voto fuori comune per chi si trova temporaneamente in un comune diverso da quello di residenza per motivi di lavoro, studio o cure mediche, se la distanza è superiore a 200 km.
La domanda va presentata entro il 25° giorno precedente le elezioni al comune di residenza. Il voto avviene nel seggio più vicino al luogo di temporanea dimora.
Per i referendum questa possibilità non esiste: bisogna tornare al proprio comune di residenza.
Le elezioni politiche si svolgono tipicamente su due giorni:
Gli orari esatti vengono fissati con decreto per ogni tornata elettorale e possono variare. Le elezioni amministrative (comunali, regionali) si svolgono spesso solo la domenica.
Sì, il voto è assolutamente segreto ed è garantito dalla Costituzione (art. 48). Il segretario di seggio non vede la tua scheda votata: la inserisci nell'urna tu stesso, chiusa in modo che nessuno possa vedere il contenuto.
I dati del voto sono raccolti solo in forma aggregata per sezione (quanti voti ha preso ogni partito/candidato in quella sezione), mai a livello individuale. Non esiste alcun modo legale di collegare un voto a un elettore specifico.
Se commetti un errore, puoi richiedere una nuova scheda al presidente di seggio (consegnando quella errata): puoi farlo al massimo una volta.
Una scheda è nulla quando il voto non è chiaramente espresso o contiene segni che potrebbero identificare l'elettore. Le schede nulle non vengono conteggiate. Una scheda è bianca quando non c'è alcun segno: viene conteggiata come tale (aumenta l'affluenza ma non va ad alcun partito).
La scadenza naturale della XIX Legislatura (eletta il 25 settembre 2022) è ottobre 2027. Le elezioni devono svolgersi entro 70 giorni dalla scadenza della legislatura.
È però possibile lo scioglimento anticipato delle Camere da parte del Presidente della Repubblica, su proposta del Presidente del Consiglio o in caso di crisi di governo irrisolvibile. In questo caso le elezioni si svolgerebbero prima.
Lo Stabilicum è la nuova legge elettorale approvata l'8 ottobre 2026. È un sistema proporzionale puro con premio di governabilità:
Per la guida completa → Guida allo Stabilicum
Il Rosatellum (Legge 165/2017) è l'ex legge elettorale in vigore dal 2018 al 2026. Era un sistema misto maggioritario-proporzionale (37% collegi uninominali, 63% proporzionale) con liste bloccate e senza premio di maggioranza.
Questa legge è stata sostituita dallo Stabilicum nell'ottobre 2026.
Con lo Stabilicum le soglie principali sono:
Meccanismo di ripescaggio: Nelle coalizioni che superano il 10%, la migliore lista sotto il 3% viene comunque ripescata e ottiene rappresentanza. Eccezione per le minoranze linguistiche riconosciute che hanno soglie ridotte nelle loro circoscrizioni.
Un collegio uninominale è una circoscrizione geografica in cui viene eletto un solo parlamentare. Vince il candidato che ottiene il maggior numero di voti nel collegio, anche senza raggiungere la maggioranza assoluta (sistema plurality o "first past the post").
I candidati nei collegi uninominali sono spesso i capilista dei partiti o personalità di spicco del territorio. Il candidato è espressione di una coalizione (o lista) e il voto al candidato uninominale è collegato al voto proporzionale.
In Italia ci sono attualmente 221 collegi uninominali: 147 per la Camera e 74 per il Senato, ridisegnati con il D.Lgs. 177/2020.
Ricevi due schede: una per la Camera (di colore rosso) e una per il Senato (gialla). La scheda mostra il candidato uninominale al centro e, ai lati, le liste proporzionali collegate.
Puoi votare in questi modi:
Non è possibile il voto disgiunto (votare un candidato uninominale di una coalizione e una lista proporzionale di un'altra coalizione).
In parte. Con il sistema proporzionale le liste sono bloccate: non puoi esprimere preferenze, i candidati entrano in Parlamento nell'ordine stabilito dal partito.
Con il sistema uninominale puoi invece influire direttamente: se voti per il candidato del tuo collegio (o per una lista a lui collegata), contribuisci alla sua elezione o sconfitta nel collegio. In questo caso il candidato è eletto direttamente dalla sua circoscrizione.
Con la riforma costituzionale approvata con referendum nel settembre 2020, il numero di parlamentari è stato ridotto di 1/3:
La riforma si è applicata per la prima volta alle elezioni del settembre 2022. Ai 200 senatori elettivi si aggiungono i senatori a vita (ex Presidenti della Repubblica e senatori nominati dal Presidente).
Dopo la riduzione del numero di parlamentari, i collegi uninominali sono 221 in totale:
I confini dei collegi sono stati ridisegnati con il D.Lgs. 177/2020 e sono diversi rispetto ai vecchi collegi del 2018 (che erano 232 Camera + 116 Senato). Per questo il confronto diretto 2022 vs 2018 per collegio è solo indicativo.
Puoi esplorare i 221 collegi italiani nella nostra pagina Collegi con mappa interattiva regionale. Seleziona la tua regione per vedere tutti i collegi.
Per sapere con precisione il tuo collegio specifico, puoi consultare il sito del Ministero dell'Interno (Eligendo) che offre un servizio di ricerca per comune.
Nella nostra pagina Collegi trovi i risultati delle elezioni 2022 e 2018 per tutti i 221 collegi, filtrabili per regione, coalizione vincitrice e tipo (Camera/Senato).
Per i dati ufficiali del Ministero dell'Interno, puoi consultare il portale Eligendo.interno.gov.it.
I confini dei collegi sono stati completamente ridisegnati dopo la riduzione del numero di parlamentari (referendum 2020). I collegi del 2022 (221) hanno confini diversi rispetto a quelli del 2018 (348 totali), quindi non c'è una corrispondenza diretta.
Il confronto che forniamo è indicativo e basato sulla regione di appartenenza: permette di vedere le tendenze politiche del territorio nel tempo, ma non è un confronto collegio-per-collegio preciso.
No. Il referendum del 22-23 marzo 2026 era un referendum confermativo ai sensi dell'art. 138 della Costituzione, non un referendum abrogativo (art. 75). Per questo tipo di referendum non è previsto alcun quorum di partecipazione.
Ha vinto l'opzione con più voti: il NO con il 53,74%, indipendentemente dall'affluenza (che è stata del 58,93%).
Referendum abrogativo (art. 75): serve ad abrogare (cancellare) una legge ordinaria già in vigore. Richiede quorum del 50%+1 degli aventi diritto. Esempi: referendum sul divorzio (1974), sull'aborto (1981), elettorale (1993).
Referendum confermativo (art. 138): serve a confermare o respingere una riforma costituzionale approvata dal Parlamento senza la maggioranza dei 2/3. Nessun quorum. Esempi: riforma del Titolo V (2001), riduzione parlamentari (2020), separazione carriere (2026).
Con la vittoria del NO (53,74%), la riforma costituzionale sulla separazione delle carriere della magistratura è stata respinta. L'ordinamento giudiziario rimane quello precedente alla riforma.
Restano però in vigore le limitazioni ai passaggi di carriera introdotte dalla riforma Cartabia (2022), che già aveva ridotto drasticamente la possibilità per i magistrati di passare da PM a giudice e viceversa.
Secondo i dati Ipsos Doxa (~6.000 interviste):
Per l'analisi completa → pagina Referendum
17 regioni su 20 hanno votato NO. Solo Lombardia, Veneto e Friuli-Venezia Giulia hanno votato SÌ.
Anche nelle regioni SÌ, le grandi città hanno votato in modo diverso: Milano ha votato NO al 53,8%, pur trovandosi in una regione SÌ.
Le regioni con il NO più netto sono state quelle del Sud: Campania (65,22% NO), Sicilia (60,98%), Puglia (60,1%).
La riforma Nordio modificava 4 articoli della Costituzione (104, 105, 106, 107) e prevedeva:
Per l'approfondimento completo → pagina Referendum
Gli 11 principali partiti monitorati da Voto Consapevole sono:
Per le posizioni dettagliate su 16 temi → Schede Partiti
Una coalizione è un'alleanza formale tra partiti che presentano un programma politico condiviso e, con lo Stabilicum, indicano lo stesso candidato premier agli elettori prima del voto.
I partiti si coalizzano perché con la nuova legge elettorale conviene: una coalizione che supera la soglia del 42% ottiene il premio di governabilità (seggi aggiuntivi per garantire una maggioranza stabile). Inoltre, grazie al meccanismo di ripescaggio, le coalizioni che superano il 10% possono "salvare" la loro migliore lista anche se non raggiunge la soglia del 3%.
I sondaggi di intenzione di voto sono fotografie istantanee di un campione di elettori, non previsioni certe. Sono utili per capire le tendenze generali, ma hanno limiti importanti:
In Italia è vietato pubblicare sondaggi elettorali nelle ultime 2 settimane prima delle elezioni (legge 28/2000).
Il Presidente della Repubblica affida l'incarico di formare il governo al leader della coalizione che ha ottenuto la maggioranza. Il Presidente del Consiglio incaricato:
Se nessuna coalizione ha la maggioranza, il Presidente incarica la figura più adatta a trovare un accordo tra i partiti (governo di coalizione).
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